Pane con lievito madre licoli: pagnotta contemporanea semi-integrale

Una pagnotta da circa 800 g di impasto, con farina tipo 2 e licoli. Crosta scura e croccante, mollica umida e alveolata, sapore leggermente acidulo. Serve un licoli già attivo.

Pagnotte con farina tipo 2 e licoli: una intera con il taglio in superficie e una tagliata a metà

Dosi e tempi per «Cotta il giorno dopo». Nelle schede interattive puoi scegliere anche «Tutto in giornata».

Totale: 2 giorni · Lavoro: 40 min · Difficoltà: Media

Ingredienti

Impasto

  • Farina tipo 2: 405 g
  • Acqua: 270 g
  • Licoli: 115 g (rinfrescato e al picco)
  • Sale: 12 g

Prima di iniziare

  • Licoli al picco: rinfrescalo 3-4 ore prima; quello appena uscito dal frigorifero non fa crescere la pagnotta.
  • Impasto morbido e appiccicoso: è normale, si lavora con le mani bagnate e senza aggiungere farina.
  • Tempi indicativi a 24-26 °C: segui i segnali di ogni passaggio, non l’orologio.

Procedimento

Giorno 1

1. Rinfresca il licoli

Rinfresca il licoli 3-4 ore prima di impastare e tienilo a 26-28 °C. È pronto quando è raddoppiato, con la superficie bombata e bolle visibili.

Tempo: 3-4 ore

Pronto quando: è raddoppiato, con la superficie bombata e bolle visibili

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Perché è il primo passaggio. Impastare con licoli appena uscito dal frigorifero è il motivo più frequente di pagnotte che non crescono: un licoli rallentato non ha la forza di far lievitare 800 g di impasto.

Non hai ancora il licoli o non sai come rinfrescarlo? Guida al licoli: come prepararlo e mantenerlo.

2. Pesa gli ingredienti

Pesa ogni dose in un contenitore a parte.

Pesa: Farina tipo 2 405 g; Acqua (prima parte) 240 g; Licoli (rinfrescato e al picco) 115 g; Sale 12 g; Acqua (il resto) 30 g

3. Fai l’autolisi

Mescola la farina con 240 g di acqua, tenendo da parte gli altri 30 g. Impasta grossolanamente, solo finché non vedi più farina asciutta: l’impasto sarà ruvido e irregolare, va bene così. Copri e lascia riposare.

Da aggiungere: Farina tipo 2 405 g; Acqua (prima parte) 240 g

Tempo: 45 minuti

Pronto quando: sono passati 45 minuti e l’impasto è più liscio ed estensibile

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A cosa serve l’autolisi. In questo tempo la farina assorbe l’acqua e l’impasto diventa più estensibile, quindi più facile da lavorare nei passaggi successivi.

Controlla la farina. Serve una tipo 2 che regga una lievitazione lunga: come riferimento indicativo, una farina con W tra 240 e 280. Con una farina più debole riduci la prima lievitazione e accorcia il riposo in frigorifero.

4. Aggiungi il licoli

Aggiungi il licoli all’impasto in autolisi. Lavora con le mani, stringendo e ripiegando l’impasto su sé stesso, finché il licoli non è distribuito in modo uniforme.

Da aggiungere: Licoli 115 g

Tempo: 2-3 minuti

Pronto quando: il licoli è distribuito in modo uniforme

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Stringi l’impasto tra le dita e ripiegalo più volte: il licoli, più liquido dell’impasto, all’inizio scivola, poi viene assorbito.

5. Aggiungi sale e acqua

Aggiungi il sale e l’acqua rimasta. All’inizio l’impasto si slega e sembra rovinato: continua a lavorarlo e si ricompatta in pochi minuti. Lavoralo finché diventa liscio ed elastico.

Da aggiungere: Sale 12 g; Acqua (il resto) 30 g

Tempo: circa 10 minuti

Pronto quando: è liscio, elastico e lo sollevi dalla ciotola in un pezzo unico senza che si strappi subito

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Se dopo diversi minuti è ancora appiccicoso e si strappa, continua a lavorarlo. Non aggiungere farina: cambieresti l’idratazione e otterresti una mollica più asciutta.

Temperatura dell’impasto. A fine lavorazione dovrebbe essere 24-26 °C. Se hai il termometro e sei sotto, sposta la ciotola in un punto più caldo della casa.

6. Prima lievitazione con pieghe

Metti l’impasto in una ciotola leggermente unta e copri. Nelle prime due ore fai 3 giri di pieghe, uno ogni 30 minuti. Dopo l’ultimo giro lascialo riposare senza toccarlo.

Tempo: 3-4 ore a 24-26 °C

Pronto quando: è cresciuto del 50-70%, non del doppio, è gonfio e si muove in blocco quando inclini la ciotola

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Un giro di pieghe. Bagnati una mano, afferra l’impasto da un lato, sollevalo e ripiegalo verso il centro. Ripeti dai quattro lati, poi gira l’impasto a faccia in giù e copri.

Si chiama anche puntata: è la prima lievitazione, quella che avviene in massa prima di dare forma al pane. Vai avanti in base ai segnali, non in base all’orario: sotto i 22 °C i tempi si allungano molto, sopra i 28 °C si accorciano.

7. Preforma e riposo

Rovescia l’impasto sul piano leggermente infarinato, senza schiacciarlo. Tira e ripiega i lembi verso il centro, girando l’impasto, finché tutti i bordi sono ripiegati. Capovolgi la palla con una spatola, chiusura sotto, e copri.

Tempo: 20-30 minuti

Pronto quando: l’impasto si è rilassato e leggermente allargato sul piano

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Non serve tendere la superficie adesso. La tensione si dà in formatura: farla due volte contrae l’impasto e lo fa strappare più avanti.

Senza questo riposo, in formatura l’impasto si strappa.

8. Forma la pagnotta

Infarina bene il cestino con semola o farina di riso. Chiudi la palla a portafoglio: lembi al centro, fianchi a cerniera, poi una palla allungata. Gira la chiusura sotto, trascinala verso di te due volte e mettila nel cestino con la chiusura verso l’alto.

Tempo: 10 minuti

Pronto quando: la superficie è tesa e liscia

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Perché semola o farina di riso. Assorbono meno umidità della farina normale e riducono il rischio che l’impasto si attacchi al cestino. Distribuiscila su tutta la superficie interna, comprese le pareti.

La chiusura a portafoglio, passo per passo. Spolvera il banco con pochissima farina e capovolgi la palla con la chiusura in alto. Porta al centro il lembo vicino a te, poi il sinistro e il destro, tirandoli prima di ripiegarli. Porta il lembo superiore verso il basso, chiudi i fianchi a cerniera alternando destra e sinistra, poi porta il lembo superiore fino in fondo. Ogni gesto con le foto: Come formare una pagnotta.

9. Seconda lievitazione

Copri il cestino con un sacchetto o una cuffia da doccia e mettilo in frigorifero a 4 °C fino al giorno dopo.

Tempo: 12-16 ore in frigorifero

Pronto quando: premendo con un dito infarinato, l’impronta risale lentamente e resta appena visibile

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Si chiama anche appretto: è la seconda lievitazione, quella dopo la formatura.

Perché il frigorifero. Il freddo rallenta la lievitazione e sviluppa aroma, e rende l’impasto più freddo e compatto, quindi più facile da incidere. In giornata la pagnotta avrà meno aroma e una crosta meno colorata.

Prova del dito. Se l’impronta risale subito e completamente, serve più tempo. Se resta scavata e l’impasto si sgonfia, è andato oltre: inforna comunque, ma aspettati una pagnotta più bassa.

Oltre le 16 ore: fino a 18-20 ore l’impasto regge, con un sapore più acido. Oltre dipende molto dalla farina e dal licoli: conviene provarlo prima di adottarlo.

Giorno 2

10. Scalda il forno

Accendi il forno statico a 250 °C con dentro la teglia o la pietra refrattaria, nella parte medio-bassa, e una teglia bassa vuota sul fondo. Prepara un bicchiere di acqua bollente.

Tempo: almeno 45 minuti da quando ha raggiunto la temperatura

Pronto quando: la teglia o la pietra sono roventi

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Perché così a lungo. La superficie di cottura deve essere rovente: se il pane appoggia su una teglia tiepida, la base resta pallida e la pagnotta cresce meno.

Teglia o pietra? Funzionano entrambe. La pietra accumula più calore e lo cede in modo più costante, quindi dà in genere una base più cotta. Con la teglia il risultato è buono lo stesso, a patto di preriscaldarla davvero: 45 minuti a 250 °C, non cinque.

11. Incidi e inforna

Togli la pagnotta dal frigorifero solo ora e capovolgila su carta forno. Incidi un taglio deciso, profondo circa 1 cm, con la lametta inclinata di circa 45°. Fai scivolare pagnotta e carta sulla teglia rovente.

Tempo: 5 minuti

Pronto quando: il taglio è netto e la pagnotta è sulla teglia

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Si cuoce fredda, senza farla acclimatare: l’impasto freddo si incide meglio e regge la forma.

Aiutati con un tagliere o con il fondo di una teglia rovesciata per far scivolare la pagnotta.

12. Cuoci con il vapore

Versa subito l’acqua bollente nella teglia sul fondo del forno e chiudi lo sportello il più in fretta possibile. Cuoci a 240 °C senza mai aprire il forno.

Tempo: 20 minuti

Pronto quando: la pagnotta è cresciuta e il taglio si è aperto

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A cosa serve il vapore. Nei primi minuti mantiene la superficie elastica e permette alla pagnotta di crescere prima che si formi la crosta. Senza vapore la crosta si forma troppo presto: la pagnotta resta bassa e il taglio non si apre.

13. Finisci la cottura

Togli la teglia con l’acqua, abbassa a 220 °C e cuoci fino a crosta scura.

Tempo: 25-30 minuti

Pronto quando: la crosta è scura e il fondo, battuto, suona vuoto; dentro 96-98 °C

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Perché senza vapore. Nella seconda parte della cottura il forno deve restare asciutto, altrimenti la crosta non diventa croccante.

Sotto i 94 °C al cuore il pane non è cotto.

14. Fai raffreddare

Sposta la pagnotta su una griglia e aspetta prima di tagliarla.

Tempo: almeno 2 ore

Pronto quando: è fredda al cuore

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Tagliandola calda il vapore interno non è ancora uscito e la mollica risulta gommosa.

Errori comuni

La pagnotta è piatta e larga. Nella maggior parte dei casi la prima lievitazione è andata troppo oltre, oppure la formatura non ha creato abbastanza tensione. Riducila di 30-45 minuti e stringi di più in formatura.

L’impasto non cresce. Licoli non abbastanza attivo o ambiente troppo freddo. Verifica che il licoli raddoppi in 3-4 ore dopo il rinfresco; se non lo fa, rinforzalo con rinfreschi ravvicinati.

La mollica è compatta e umida al centro. Cottura insufficiente, oppure pagnotta tagliata da calda. Sotto i 94 °C al cuore il pane non è cotto.

La crosta resta pallida e morbida. Forno non abbastanza caldo, oppure seconda fase di cottura troppo corta. Prolunga la cottura senza vapore di 5-10 minuti; se è pallido solo il fondo, la teglia non era abbastanza calda.

L’impasto si attacca al cestino. Infarinatura insufficiente. Usa semola o farina di riso su tutta la superficie interna, pareti comprese.

Il taglio non si apre. Lametta poco affilata, taglio troppo superficiale, impasto troppo lievitato o vapore insufficiente. Incidi con decisione, in un movimento unico, con l’impasto freddo di frigorifero.

Domande frequenti

Posso usare il licoli appena tolto dal frigorifero?

No. Un licoli conservato in frigorifero è rallentato e non ha forza sufficiente per far lievitare 800 g di impasto. Rinfrescalo e usalo quando è raddoppiato.

Quanto licoli serve per 500 g di farina?

Con 500 g di farina tipo 2 servono 142 g di licoli, 333 g di acqua e 14,8 g di sale. Il procedimento resta identico.

Posso usare farina tipo 1 o tipo 0?

Sì, ma con farine più raffinate l’assorbimento cala: riduci l’acqua di 10-15 g e regolati nei passaggi successivi.

L’impasto è troppo difficile da gestire: posso metterci meno acqua?

Sì, puoi scendere a 245 g di acqua. Sarà più semplice da formare e la mollica risulterà più fitta.

L’impasto è appiccicoso, ho sbagliato qualcosa?

No, con questa ricetta è il comportamento atteso. Lavoralo con le mani bagnate e continua a impastare: diventa gestibile con le pieghe. Aggiungere farina lo renderebbe più asciutto in mollica.

Attrezzatura

  • Ciotola capiente
  • Cestino per lievitazione (banneton) da 750-900 g, oppure uno scolapasta foderato con un canovaccio infarinato
  • Teglia da forno e carta forno, oppure una pietra refrattaria
  • Una teglia bassa o una pirofila da appoggiare sul fondo del forno per il vapore
  • Lametta o coltello affilato
  • Termometro a sonda (utile, non indispensabile)
  • Bilancia con precisione al grammo